Diritto alla Cancellazione dati personali

Diritto alla Cancellazione dati personali: ecco come procedere

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La nuova normativa che riguarda i dati personali entrerà in vigore pienamente a partire dal prossimo 25 maggio. Si tratta del Regolamento UE 679 del 2016, chiaramente meglio noto come GDPR. Tra le principali novità c’è anche l’introduzione, all’articolo 17, del diritto di cancellazione (o diritto all’oblio).

Nuove misure di sicurezza

Si tratta di un diritto che porta alla cancellazione dei dati personali secondo misure piuttosto severe. È previsto dalla nuova normativa un obbligo a carico dei titolari (nel caso in cui abbiano reso pubblici i dati personali dell’interessato), di rendere noto ad altri titolari di tale richiesta di eliminazione. Tra le principali caratteristiche di tale novità troviamo il fatto di avere un ambito di applicazione decisamente maggiore in confronto a quello previsto precedentemente dal Codice. In questo caso, infatti, l’interessato ha tutto il diritto di effettuare la richiesta di eliminare i propri dati, giusto per fare un esempio, anche in seguito alla revoca del consenso al trattamento.

Quando può essere richiesta la cancellazione?

L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rimozione dei dati personali che lo riguardano in sei casi definiti in maniera molto precisa. La richiesta può essere fatta quando i dati personali non servono più per gli obiettivi per cui erano stati raccolti o trattati. Oppure quando i dati personali sono stati trattati in modo illecito. Un altro caso è quando i dati personali devono essere rimossi in adempimento ad un obbligo legale che viene previsto dal diritto comunitario oppure dal diritto di uno degli Stati membri. Stesso discorso quando i dati personali vengono raccolti in merito all’offerta di servizi della società dell’informazione, oppure quando l’interessante è contrario al trattamento, stando all’articolo 21, paragrafo 1. Infine, un altro caso è previsto quando l’interessato provvede a revocare il consenso a cui è legato il trattamento in base all’art. 6, paragrafo 1.

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Obblighi a carico del titolare del trattamento

Il Regolamento prevede dei casi specifici in cui il titolare ha l’obbligo di provvedere alla rimozione dei dati. Oppure deve mettere in atto tutte quelle misure necessarie ad informare gli altri titolari del trattamento che stanno usando gli stessi dati per cancellarli, anche se non ha alcuna responsabilità nel caso in cui questi ultimi non ottemperino al loro dovere. Ci sono situazioni in cui il titolare può proseguire il trattamento dei dati: ovvero, quando esiste una base giuridica per la loro elaborazione e quando sono fondamentali per raggiungere gli scopi per cui è avvenuta la raccolta. Il GDPR prevede espressamente i casi in cui il titolare mantiene la possibilità di trattare i dati (art. 17 par. 3)

La responsabilità degli altri titolari

Pare che il titolare che abbia ricevuto la richiesta di cancellazione debba solamente provvedere alla segnalazione. La valutazione circa un possibile accoglimento o meno di quest’ultima deve rimanere sulle spalle degli altri titolari. Ovviamente, sarà necessario considerare anche la base giuridica tramite cui ciascun titolare ha svolto la raccolta. In ogni caso, il titolare destinatario della richiesta non ha alcun dovere di accertamento su quanto viene deciso e valutato dagli altri titolari. Resta da capire, quindi, come questo nuovo diritto all’oblio verrà sfruttato da parte dei consumatori/utenti, soprattutto in una società estremamente legata alla tecnologia come quella odierna.

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